LONDRA – «Faccio cinema per aprire le menti, non per intrattenere». E’ questo il nobile (e ambizioso) intento di Giacomo Mantovani. Carpigiano di nascita, ma Trevigiano d’adozione, dato che da bambino si è trasferito a Castelfranco Veneto con la famiglia, il giovane attualmente vive a Londra, dove è arrivato quattro anni fa con in tasca una laurea in Nuove tecnologie per le Arti (conseguita all’Accade- mia di Venezia) e un sogno: diventare regista.

C’è riuscito e ha già ottenuto diversi riconoscimenti impor- tanti per i suoi cortometraggi. L’anno scorso, con “Adamant” ha vinto il premio del pubblico al contest “Reason Wine: idee per bere con gusto”, concorso video organizzato dal Ministero per le Politiche agricole e da Enoteca italiana. Oggi invece è in gara nell’ambito di Virgin Media Shorts, il più importante contest britannico dedicato ai cortometraggi. Il suo corto, intitolato “The Dark Side of the Mind” compete con altri 300 corti per arrivare nella rosa dei 12 finalisti. Tra questi verrà scelto il vincitore che si aggiudicherà ben 30 mila sterline. La pellicola, scritta e diretta da Giacomo, è stata co- prodotta insieme alla fidanzata Cristina Isoli, che vive a Londra e collabora a tutti i suoi progetti, e sponsorizzata dall’azienda di attrezzature da ripresa Glidetrack e dal ristorante londinese San Lorenzo Fuoriporta. Interpretato da due giovani attori inglesi, “The Dark Side of the Mind” in due minuti mette in scena l’eterna lotta tra il bene e il male nella mente umana. Due amici stanno realizzando una bomba in grado di cancellare tutta l’umanità (ritenuta crudele, ingiusta e dominata da un’oligarchia di potenti avidi e sfruttatori) dalla faccia della terra, ma a un certo punto uno dei due è assalito dai dubbi e rischia di mandare a monte il piano.

Un’opera simbolica e profonda, che sta riscuotendo un enorme successo: in meno di 5 giorni ha ottenuto 2 mila likes (che valgono come voti per la selezione ufficiale). Il giovane regista sembra molto sicuro di sé e del suo lavoro. «Puntiamo a vincere» dice via Skype e a utilizzare i soldi per il film a cui stiamo dedicando tutte le nostre energie e per il quale cerchiamo dei finanziatori. Si intitola “Brothers & Sisters” ed è il mio primo lungometraggio. Ci lavoro giorno e notte». Come per la maggior parte degli artisti, anche per Giacomo la gavetta è dura ed è costretto ad “arrangiarsi” per sopravvivere nella costosa Londra. «Mi guadagno da vivere con i video commerciali e con le pubblicità – rivela –. Ma oggi si fa fatica, c’è crisi anche qua». Non è tentato di tornare in Italia? «No, per niente – risponde senza esitazione –. Giro corti da quando ho 16 anni e in Italia non ho mai ricevuto una lira. Qui comunque ci sono più possibilità. Tornerò quando sarò un regista affermato e mi dedicherò a scoprire e lanciare giovani talenti».